Psicologa Psicoterapeuta Roma

PSICOLOGIA IN ITALIA - LA SITUAZIONE ATTUALE

Psicologia in Italia la situazione attualePartiamo dai dati pubblicati dal Dr. Piccinini il 25 maggio 2010 in "Lo scenario della Psicologia e degli Psicologi in Italia".
Da questi dati risulta che nel 2009 abbiamo in Italia oltre 70.000 psicologi iscritti all'Ordine degli Psicologi e rappresentano UN TERZO degli psicologi di tutta Europa.
A Roma avevamo un rapporto di 1 psicologo ogni 371 abitanti e di 1 psicoterapeuta ogni 625. Per quanto riguarda la Psicoterapia, l'Italia era il Paese con maggior numero di psicoterapeuti dell'intera Europa: nel 2009 ne risultavano oltre 37.000 (di cui due terzi psicologi e un terzo medici).

QUAL È LA SITUAZIONE AD OGGI?
Attualmente l'Italia continua ad essere al primo posto, rispetto al resto d'Europa, per il numero di Psicologi. Si contano circa 100.000 psicologi (iscritti all'Ordine Nazionale) e di questi oltre 50.000 hanno la specializzazione in Psicoterapia.
A Roma si trova uno psicologo ogni circa 300 abitanti...


TROPPI PSICOTERAPEUTI?

Di figure professionali nel campo della psicologia c'è molto bisogno perché molto c'è da fare e siamo solo agli albori.
Il contributo della psicologia e degli psicologi nella realtà sociale e sanitaria, dall'infanzia alla terza età, nei contesti scolastici, familiari e lavorativi, potrebbe essere di grande utilità e potrebbe costituire uno strumento molto efficace di cambiamento sociale e culturale.
Se pensiamo solo alle conoscenze scientifiche di cui disponiamo sul funzionamento psichico e sullo sviluppo della personalità, grande ed importantissimo è il lavoro che si potrebbe fare, già soltanto nel campo della prevenzione.
Invece siamo in grave ritardo e i servizi territoriali deficitari.
Il controllo sempre più penalizzante della spesa sanitaria, i continui tagli a carico dei servizi sociali, relegano questa importantissima area agli ultimi posti nell'attenzione pubblica. C'è quindi una situazione che non favorisce un reale positivo sviluppo e un processo di crescita dei servizi.
D'altra parte, l'incertezza lavorativa degli psicologi neo-laureati, la mancanza di prospettive di impiego nei servizi, hanno causato il riversarsi delle speranze nell'attività libero-professionale. Di anno in anno abbiamo assistito all'aumento dei laureati in psicologia e alla successiva scelta della specializzazione in "psicoterapia", quell'unico settore cioè che avrebbe avuto sbocco lavorativo indipendente.
Quindi il problema non è dato da un eccesso di figure professionali quanto da un mancato reale utilizzo di queste nella rete dei servizi sociali, per competenze e obbiettivi specifici.

RISORSE INUTILIZZATE: ALCUNE CONSEGUENZE

Il risultato è, tuttavia una gran quantità di risorse e di persone, a volte iper-specializzate, che rimangono fuori dal mercato del lavoro e che tendono, in ogni modo, a trovare una collocazione.
Assistiamo, di conseguenza, ad una inevitabile e crescente "pressione" di questo settore "inutilizzato" che cerca di avere lavoro e operatività nel sistema sociale. Assistiamo alla ricerca e all' "occupazione" di ogni possibile spazio lavorativo disponibile. Si tratta di forzature e spinte nella direzione della visibilità e di una collocazione lavorativa retribuita. Si assiste alla necessità di contattare, con ogni mezzo, un potenziale cliente; alla necessità di valorizzare le proprie competenze ...fino al punto, purtroppo, di decantarle e allontanarsi da quell'equilibrio scientifico che la "professionalità" impone.
italia situazione attuale2Allora , in questo quadro, vediamo il moltiplicarsi di articoli, di test (o presunti test) di valutazione di una certa o tal altra caratteristica personale, di spazi on line sempre più orientati a livello commerciale; di vere e proprie attività promozionali e di "sponsorizzazione" di un tale o tal altro approccio ....a volte di vere e proprie strategie di "vendita" più consone ad un supermercato. Sotto forma di "informazione" troppo spesso troviamo notizie parziali e/o distorte, utili solo ad esaltare la propria personale formazione.
Inoltre, come scrive il Dr. Piccinini, "lo psicologo si confronta con una grande concorrenza interna, che spesso porta a sottopagamento o volontariato pur di guadagnare qualcosa o di fare una qualche esperienza."
Possiamo certamente concludere che questa situazione di fatto nuoce e nuoce gravemente alle scienze psicologiche. All'informazione scientifica, si va sostituendo sempre più un quadro distorto dettato, più o meno esplicitamente, da operazioni di marketing.
Nel nostro Paese c'è stata sicuramente, negli ultimi decenni, una crescita importante della cultura psicologica ma oggi c'è necessità di un nuovo impulso, di un nuovo ritorno alla ricerca e alla passione scientifica.


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PSICOLOGIA IN ITALIA - CENNI STORICI

 

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